LA FESTA DEL GRAN MAGAL DI TOUBA

“Magal di Touba, una festa islamica come quella di santa Rosa”. Lo dice Nabu Wade, tra le organizzatrici. Lo ripete Maguette Thiam. E Aicha, giovanissima, a sua volta confida che la madre durante una convalescenza ha sognato la santa viterbese e da quel momento tiene accanto a sé la sua immagine, sul suo comodino.

Magal di Touba, uno degli eventi religiosi più importanti della comunità senegalese, celebrato in tutto il mondo da milioni di persone. E lo scorso fine settimana anche a Viterbo, al campo di calcio del convento dei frati cappuccini al Murialdo. Una festa musulmana, con l’Islam che fa della Shahada il suo principale pilastro: la dichiarazione di fede in un Dio unico, Allah, e nel suo messaggero, Muhammed. Seguono poi la Salat, la preghiera rituale richiesta a ogni musulmano cinque volte al giorno per tutta la vita, la Zakat, ossia l’atto di donare una parte della propria ricchezza a chi ne ha bisogno una volta all’anno, il Sawm, vale a dire il digiuno durante il sacro mese di Ramadan, e infine l’Hajj, il pellegrinaggio alla Mecca richiesto almeno una volta nella vita, se il musulmano ne ha tuttavia le possibilità.

Continua a leggere su Tusciaweb

LA TRAGEDIA DI CEUTA CI RIGUARDA DA VICINO, ANCHE NELLA TUSCIA

La tragedia di Ceuta ci riguarda da vicino. Anche nella Tuscia, dove ogni giorno incontriamo studenti, lavoratori e famiglie provenienti da molti Paesi.

Tra il 30 e il 31 luglio 2026 oltre ottanta persone sono morte nel tentativo di raggiungere Ceuta, città autonoma spagnola sulla costa del Marocco, porta d’accesso al territorio dell’Unione europea.

Migliaia di giovani hanno cercato di raggiungerla a piedi, a nuoto o con mezzi di fortuna. Restano aperti molti interrogativi sulla dinamica della vicenda. Diversi sopravvissuti, appena arrivati, hanno gridato una sola parola: lavoro. Non cercavano soltanto di attraversare una frontiera. Cercavano un lavoro e, con esso, la possibilità di immaginare un futuro.

Continua a leggere su Tusciaweb