“Magal di Touba, una festa islamica come quella di santa Rosa”. Lo dice Nabu Wade, tra le organizzatrici. Lo ripete Maguette Thiam. E Aicha, giovanissima, a sua volta confida che la madre durante una convalescenza ha sognato la santa viterbese e da quel momento tiene accanto a sé la sua immagine, sul suo comodino.

Magal di Touba, uno degli eventi religiosi più importanti della comunità senegalese, celebrato in tutto il mondo da milioni di persone. E lo scorso fine settimana anche a Viterbo, al campo di calcio del convento dei frati cappuccini al Murialdo. Una festa musulmana, con l’Islam che fa della Shahada il suo principale pilastro: la dichiarazione di fede in un Dio unico, Allah, e nel suo messaggero, Muhammed. Seguono poi la Salat, la preghiera rituale richiesta a ogni musulmano cinque volte al giorno per tutta la vita, la Zakat, ossia l’atto di donare una parte della propria ricchezza a chi ne ha bisogno una volta all’anno, il Sawm, vale a dire il digiuno durante il sacro mese di Ramadan, e infine l’Hajj, il pellegrinaggio alla Mecca richiesto almeno una volta nella vita, se il musulmano ne ha tuttavia le possibilità.