IL VADEMECUM DI PREVENZIONE DEL RISCHIO DA ESPOSIZIONE AD ALTE TEMPERATURE DI ASL, FLAI CGIL, FAI CISL, UILA LEGA COMUNALE DI VITERBO, CIA, CONFAGRICOLTURA E COLDIRETTI

Le parti sociali e le associazioni di categoria, per l’applicazione di soluzioni finalizzate a tutelare la salute dei lavoratori, hanno prodotto il presente vademecum relativo al rischio da esposizione ad alte temperature. Questo, tenendo conto della rilevanza della problematica e della necessità di realizzare, anche in attuazione di quanto previsto dal Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025, attività di promozione delle buone pratiche di salute e sicurezza rivolti alle aziende e ai lavoratori, basati su un percorso di confronto, condivisione e integrazione con le imprese.

Il vademecum rappresenta il risultato dell’impegno di un tavolo tecnico composto da professionisti operanti nei Servizi PreSAL delle ASL, da rappresentati sindacali di FLAI CGIL, FAI CISL e UILA LEGA COMUNALE DI VITERBO, da rappresentanti delle associazioni datoriali CIA, CONFAGRICOLTURA e COLDIRETTI.

ll documento è rivolto ai Datori di Lavoro (D.L.), Responsabile e appartenenti al Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP/ASPP), Medici Competenti (M.C.), Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e Consulenti e ha lo scopo di fornire gli elementi fondamentali per la corretta prevenzione e protezione dall’esposizione ad alte temperature.

Il vademecum riporta i passaggi logici fondamentali per valutare i rischi ed attuare le misure di prevenzione e protezione dell’esposizione e le indicazioni e suggerimenti pratici presenti nei documenti nazionali e regionali per superare alcune criticità.
Nel vademecum viene anche proposta una scheda di autovalutazione per le imprese che ha lo scopo di orientare il datore di lavoro e i suoi collaboratori nella corretta gestione della prevenzione da esposizione ad alte temperature. Nel testo del vademecum sono segnalate le parti correlate alle domande contenute nella scheda di autovalutazione per renderne più pratico ed agevole l’utilizzo.

L’ORDINANZA DELLA REGIONE LAZIO

IL PROTOCOLLO DEL MINISTERO DEL LAVORO

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