LE DUE CITTA’ DI VITERBO

Una città divisa in due da un fiume invisibile. Un tempo c’era l’Urcionio. Lo spirito del profondo. Poi, negli anni ’30, il fiume è stato tombato ed è diventato via Marconi. Oggi quell’asse d’asfalto non è soltanto una strada, ma un confine sotterraneo che divide Viterbo in due mondi distinti, finendo poi per riversarsi a valle, nell’imbuto di Faul.

Via Marconi

Da un lato la città turistica e monumentale; dall’altro quella multietnica e in continua trasformazione, un inconscio urbano che chiede di essere riconosciuto e di prendere la parola.

A sinistra del boulevard, tra via Bianchi e piazza della Repubblica, la stabilità della storia, della memoria e della tradizione. A destra il fermento plurale del futuro. In mezzo il Sacrario dove le sostanze si uniscono in una miscela omogenea, combinata e turbolenta. Il segno dove le onde si infrangono e l’acqua torna indietro.

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