52 mila giornate di lavoro e 6 milioni di retribuzioni in più per i braccianti, un duro colpo al lavoro nero nella Tuscia

52 mila giornate di lavoro e 6 milioni di retribuzioni in più per i braccianti, un duro colpo al lavoro nero nella Tuscia”. Il segretario generale della Uila Viterbo Antonio Biagioli durante la conferenza stampa di questa mattina nella sede del sindacato in via Cardarelli 22 a Viterbo.

“Una conferenza – prosegue Biagioli – per presentare la prossima partita di calcio tra la squadra degli operai agricoli del sindacato, la Asfa -Uila (associazione sportiva football africani) e l’associazione culturale islamica di Viterbo che si terrà domenica 3 novembre alle ore 9,30 al campo sportivo della parrocchia di Santa Maria della Verità in via Oslavia a Viterbo. Una partita contro il caporalato e lo sfruttamento dei braccianti”.

“Tuttavia – prosegue Biagioli – questa settimana sono stati pubblicati questi dati importanti ed era fondamentale comunicarli”.

Le giornate lavorate dai braccianti in provincia di Viterbo sono così passate dalle 965 mila circa del 2022 a oltre un milione, con un aumento di 52mila giornate in un anno. Le retribuzione sono a loro volta salute da circa 68 milioni di euro per tutti i lavoratori agricoli nel 2022 ai 74 milioni dell’anno successivo con una crescita di più di 6 milioni di euro.

“Giornate e retribuzione – sottolinea Biagioli – che presumibilmente venivano fatte e pagate anche nel 2022. Ma venivano fatte e pagate presumibilmente in nero. Grazie invece al lavoro dei sindacati, delle forze dell’ordine e delle istituzioni tutte, queste giornate e retribuzioni sono finalmente emerse alla luce del sole. Una battaglia che continueremo a portare avanti assieme ad altre, come quella dei trasporti e della questione abitativa. Gli autobus pubblici devono arrivare anche nelle zone dove ci sono le aziende agricole, evitando che i lavoratori vadano al lavoro a piedi, in bicicletta, facendosi chilometri e chilometri, o avvalendosi di qualcuno. Così come è fondamentale che possano trovare casa invece di sentirsi respinti per il solo fatto di essere ‘stranieri’”.

Sono 9mila i braccianti agricoli nella Tuscia, di questi circa 1300 si concentrano nel comune di Viterbo. In tutta la provincia le aziende agricole sono più di 11 mila, circa 10 mila con un massimo di cinque addetti e 8 un numero di lavoratori che va dai 100 ai 200.

“Domenica – aggiunge Biagioli – sarà la volta della partita tra Asfa-Uila e comunità islamica di Viterbo. La terza della nostra squadra cui seguiranno altri incontri in tutta la provincia e non solo. Una partita per rivendicare la dignità dei braccianti, il loro diritto alla vita e al tempo libero. Contro il caporalato e contro lo sfruttamento”.

“La partita – conclude infine Biagioli – sarà anche l’occasione per la comunità islamica per raccogliere i fondi per la costruzione di una moschea nella città di Viterbo. Al termine della partita verrà poi offerto un buffet ai presenti con cibi halal”.

Abbiamo dato un calcio allo sfruttamento dei braccianti

Abbiamo dato un calcio allo sfruttamento dei braccianti”. Il segretario generale della Uila di Viterbo, Antonio Biagioli, il sindacato degli operai agricoli.

Venerdì sera, al campo sportivo parrocchiale don Armando Marini della chiesa dei santi Ilario e Valentino a Villanova, Viterbo, la partita tra la Asfa-Uila, l’associazione sportiva football africani, la prima squadra sindacale e di soli operai del territorio, e la Asd Polisportiva Celleno. È finita 5 a 2 in favore della Asfa-Uila. Incontro arbitrato da Gabriele Mazzetti. Una partita per denunciare lo sfruttamento dei braccianti, per raccontare le loro storie. Un incontro ospitato dalla Fc Viterbo.

“E non finisce di certo qui – rilancia Biagioli -, questa è soltanto la prima partita. Inizieremo infatti un percorso che porterà la squadra in tutta la provincia. E ogni iniziativa sarà un’iniziativa contro lo sfruttamento”.

“Una squadra – sottolinea Biagioli – per rivendicare, su tutto il territorio, la dignità dei lavoratori e il loro diritto alla vita. Per dire No allo sfruttamento e alle morti sul lavoro. E per dire che è una battaglia che va portata fin dentro il tessuto sociale. Dai campi alle città”.

Assieme a Biagioli ci sono anche il vescovo Orazio Francesco Piazza, il presidente del centro culturale islamico Mohammed Kdib, il direttore dell’ufficio comunicazioni sociali della diocesi e parroco dei santi Ilario e Valentino don Emanuele Germani, il segretario generale regionale della Uila Lazio Antonio Mattei, il presidente della Polisportiva Celleno Piero Bignotti, il segretario generale della Uil Viterbo Giancarlo Turchetti e il segretario di categoria della Uil Fpl Maurizio Bizzoni.

La partita contro lo sfruttamento dei braccianti agricoliLa partita contro lo sfruttamento dei braccianti agricoli

Con loro, il presidente della Fc Viterbo Roberto Valeri, l’assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici del comune di Bagnoregio Davide Crescenzi e il delegato allo sport Morgan Nwokeaka, così come il segretario provinciale dei Giovani democratici Francesco Boscheri.

A dare il calcio di inizio il vescovo Piazza e il presidente della comunità musulmana Kdib.

“Un momento di fraternità e condivisione molto bello e significativo – dice Piazza -. Il tema del lavoro e dello sfruttamento è qualcosa di estremamente grave in una società che si fonda valori democratici e cristiani alti. È fondamentale che la dignità della persona sia messa al primo posto. Ogni persona deve trovare il suo luogo e il suo spazio. Concentrandoci su quello che unisce e che consente di guardare al senso umano della vita”.

“Una partita che lancia un forte messaggio di unità – prosegue Kdib – per continuare ad affermare i valori del lavoro e i diritti dei lavoratori. Sempre in prima fila contro lo sfruttamento. Un evento che lascia un impronta importante”.

Diamo voce ai più deboli – commenta poi Bignotti -, a chi lavora nelle campagne, contro lo sfruttamento dei braccianti”.

All’inizio della partita la Uila ha voluto inoltre conferire dei riconoscimenti a tre realtà del territorio. Anpi, l’associazione nazionale partigiani, TusciaPride, l’associazione che si batte per i diritti Lgbtq, il giornale Tusciaweb, la diocesi, la confederazione Uil Viterbo e la Uila del Lazio, la comunità islamica, la Polisportiva Celleno e la parrocchia di Villanova.

“Riconoscimenti – spiega Biagioli – a tre realtà che svolgono ruoli fondamentali a tutela dei cittadini e dei lavoratori, dando voce ai diritti delle persone”.

A ritirare i riconoscimenti il presidente dell’Anpi Enrico Mezzetti, il presidente e vice presidente del TusciaPride, rispettivamente Giancarlo Mazza e Mirko Giuggiolini, il vescovo Piazza, don Germani, Kdib, Turchetti, Mattei e il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti.

“Ai lavoratori voglio dire che c’è anche un’altra Italia – interviene Mezzetti -, un’Italia dell’accoglienza. E l’iniziativa di questa sera lo testimonia”.

“Abbiamo raccolto con entusiasmo l’invito alla partita – evidenzia Giuggiolini – e accettiamo con grande orgoglio il riconoscimento che la Uila e i braccianti della Tuscia ci consegnano. La Uila e la Uil tutta ci sono sempre state accanto, in particolare nei mesi di avvicinamento al Pride, e noi non saremo da meno. La lotta delle persone queer e trans* e la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori sono la stessa lotta. Una lotta di chi si batte contro l’oppressione, in ogni sua forma, inseguendo un genuino, spontaneo e giusto desiderio di libertà, per costruire una società fondata sui diritti anziché sul dominio e finalizzata al bene comune anziché agli interessi personalistici di pochi. Facciamo il tifo per la nuova squadra di calcio dei braccianti della Uila. Siamo convinte e convinti che ci regalerà grandi sorprese”.

“Nelle democrazie normali – aggiunge Galeotti – la stampa ha un ruolo decisivo, quello di cane da guardia del potere. Noi abbiamo come principio fondamentale la difesa dello stato di diritto e siamo molto attenti a tutte quelle situazioni in cui ci sono discriminazioni. In cui si ledono i diritti di qualcuno”.