Il 27 giugno la prima lezione dell’Università dei braccianti

L’università dei braccianti muove i suoi primi passi. Venerdì 27 giugno alle ore 18,30 la prima lectio magistralis. Appuntamento nella sala Antonio Garau del sindacato Uil Viterbo in via Cardarelli 22, terzo piano a Viterbo.

Il titolo della lectio: “Il sindacato come motore di rinnovamento del lavoro e della società. Tra passato e presente”.

Interverranno: Antonio Biagioli, segretario generale Uila Lega comunale di Viterbo, Pasquale Papiccio, presidente della fondazione Argentina Altobelli e Giampiero Bianchi, docente di storia del lavoro dell’università degli studi di Roma Tre.

L’università dei braccianti è un’iniziativa della Uila Lega comunale di Viterbo e dell’associazione culturale Luigi Petroselli.

L’obiettivo è quello di continuare a porre la questione bracciantile al centro del dibattito politico e culturale. Una questione sociale. Il tutto attraverso la promozione e la valorizzazione della formazione, del dialogo e della relazione tra le persone.

L’università dei braccianti si sviluppa lungo due percorsi. Da un lato un corso di italiano, livello base, dall’altro 26 lectio magistralis su argomenti di varia natura tenute da esperti dei rispettivi settori.

L’università dei braccianti non si rivolge solo agli operai agricoli, ma è uno strumento di confronto e conoscenza che i braccianti propongono al territorio e rivolgono a tutti.

Le lectio magistralis si svolgeranno tra il mese di giugno 2025 e il mese di giugno 2026 nella sala Antonio Garau della Uil e in altri luoghi della città che verranno di volta in volta comunicati sui profili social della Uila di Viterbo. Le lezioni del corso di italiano si terranno invece tutte nella sala Antonio Garau a partire da settembre 2025.

La partecipazione al corso di italiano e alle lectio magistralis è libera, aperta a tutti e gratuita. Non si richiedono nè iscrizione nè titolo di studio.L’università dei braccianti non conferisce titoli accademici. Chi vuole frequentare lo fa solo per il desiderio di imparare.

“Agricoltura e giustizia sociale: servono trasporti e abitazioni per i braccianti”

Martedì 24 giugno alle ore 9 convegno all’Aula magna dell’Unitus“Agricoltura e giustizia sociale, servono trasporti e abitazioni per i braccianti”.

A dichiararlo è il segretario generale della Uila Lega comunale di Viterbo, Antonio Biagioli.

Martedì 24 giugno, a partire dalle ore 9, all’Aula magna dell’Università degli studi della Tuscia, complesso di Santa Maria in Gradi, Viterbo, il convegno Agricoltura e giustizia sociale: trasporti e abitazioni per i braccianti.

Un’iniziativa della Uila Lega comunale di Viterbo, con il patrocinio dell’Università degli studi della Tuscia.

“Un convegno – spiega Biagioli – per porre una questione alla città e al territorio. Per la prima volta. Trasporti e abitazioni per i braccianti agricoli. Solo a Viterbo gli operai agricoli sono 1300, in tutta la provincia 9 mila”.

Il 24 giugno nell’Aula Magna dell’Unitus, ad intervenire saranno Enrica Mammucari, segretaria generale nazionale Uila, Stefano Ubertini, rettore Unitus; Alfonso Antoniozzi, vice sindaco del comune di Viterbo; Alessandro Romoli, presidente della provincia di Viterbo; Enrico Panunzi, vice presidente del Consiglio regionale del Lazio; Daniele Sabatini, consigliere regionale; Elda Agente Magnani, responsabile Ispettorato del lavoro di Viterbo; Angelo Serafinelli, coordinatore Fimavla-Ebat; Giancarlo Turchetti, segretario generale Uil di Viterbo, Antonio Biagioli, segretario generale Uila Viterbo; Giulio Zelli, presidente della commissione agricoltura della Regione Lazio; Vittoria Romeo, direttrice Inps di Viterbo; Patrizia Notaristefano, assessora all’Agricoltura del comune di Viterbo; Elena Angiani, assessora al Bilancio e alle società partecipate del comune di Viterbo; Emanuele Aronne, assessore alla Qualità degli spazi urbani del omune di Viterbo. Modera l’incontro Daniele Camilli, segretario organizzativo Uila Viterbo.

“I braccianti – sottolinea Biagioli – cercano casa ma non la trovano, e spesso gli viene negata. Chiedono trasporti verso le aziende agricoli, ma non ci sono. E spesso devono farsi 10 chilometri in monopattino e bicicletta, non di rado, soprattutto d’inverno, quando ancora non è giorno, con tutta una serie di rischi. Un problema che va avanti da anni e che è arrivato il momento di affrontare in maniera sistematica per trovare una soluzione concreta”.

“Un convegno – conclude Antonio Biagioli – dove è fondamentale la partecipazione di tutti i lavoratori, di tutti i cittadini”.