L’Opera come storia, la nuova lezione dell’Università dei braccianti: interviene Alfonso Antoniozzi

Dall’Italia al mondo: l’Opera come storia, identità e inclusione. È la nuova lezione dell’Università dei braccianti, un progetto della Uila Lega Intercomunale di Viterbo e dell’associazione culturale Luigi Petroselli.

Appuntamento, venerdì 20 febbraio alle ore 18 in via Cardarelli 22, terzo piano, sala Antonio Garau, Viterbo.

Ad intervenire, Alfonso Antoniozzi, assessore alla cultura del Comune di Viterbo, regista e cantante lirico.

“SOLIDARIETA’ E TUTELA DEI DIRITTI POLITICI E CIVILI, A VITERBO LA PRIMA ASSOCIAZIONE CHE UNISCE SENEGALESI E GAMBIANI”

“Solidarietà e tutela dei diritti politici, sociali e civili delle comunità internazionali”. Si chiama SeneGambia ed è un’associazione, una Onlus, che mette insieme senegalesi e gambiani. Per la prima volta volta a Viterbo e nella Tuscia. Chi parla è il presidente dell’associazione Mamadu Kandeh, 27 anni, nato in Gambia.

L’associazione SeneGambia

Le comunità internazionali a Viterbo si organizzano. Gambiani e senegalesi insieme, da qui il nome dell’associazione: SeneGambia. Immigrati del Gambia e del Senegal uniti. Un passaggio, per molti aspetti, storico per la città di Viterbo e la Tuscia in generale.

“28 i soci fondatori – spiega Kandeh –, lavoratori, giovani. Gli obiettivi dell’associazione: solidarietà, assistenza sociale, beneficienza, istruzione, formazione, sport dilettantistico, promozione e valorizzazione dei beni culturali, dell’ambiente, della cultura e dell’arte. Infine, ma non da ultimo: tutela dei diritti politici, sociali e civili”.

Mamadu Kandeh

Sono oltre 7 mila le persone appartenenti alle comunità internazionali nella sola città di Viterbo, quasi 40 mila in tutta la provincia. Persone che hanno fatto rinascere l’economia di interi quartieri e ripopolato le scuole. Stabilmente presenti sul territorio. Adesso il passaggio in avanti, l’organizzazione.

“Siamo parte integrante del territorio, dove viviamo e lavoriamo – sottolinea Kandeh –. Ci siamo organizzati per rappresentare e rendere vivi e forti i bisogni e le necessità delle nostre comunità e della comunità internazionale in generale, perché le difficoltà sono tante e il percorso da fare è lungo. Ma altrettanta è la speranza”.