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A Viterbo la prima squadra di calcio della comunità islamica nella storia della Tuscia

A Viterbo la prima squadra di calcio della comunità islamica nella storia della Tuscia.

“Abbiamo seguito l’esempio – dice il presidente dell’associazione culturale islamica di Viterbo, Mohammed Kdib – della Asfa-Uila, la squadra di calcio dei braccianti agricoli del sindacato“. Un fatto storico. Una realtà che nasce da un esempio, quello dell’Associazione sportiva football africani nata su impulso del sindacato Uila del segretario generale Antonio Biagioli.

La prima partita della squadra della comunità islamica, l’altra domenica, proprio contro la Asfa-Uila. Al campo sportivo parrocchiale della chiesa di Santa Maria della Verità di don Elio dove ogni domenica gli operai agricoli della Asfa-Uila si allenano da più di un mese a questa parte.

“Una partita contro lo sfruttamento dei braccianti – sottolinea Biagioli – che ci ha visto unire le forze con la comunità islamica del territorio, anch’essi operai. Stiamo creando un movimento che è al tempo stesso sindacale, sociale e sportivo. L’obiettivo è lottare per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori. E per sollevare una vera e propria questione sociale che va dalle condizioni contrattuali a quelle abitative e dei trasporti. In nome dei valori della dignità, della libertà e dei diritti di tutte e tutti”.

Un incontro terminato con un buffet tutto halal, cioè conforme alle regole alimentari musulmane, a cura di Pizza Express.

Asfa-Uila che domenica scorsa è arrivata alla sua terza partita, dopo quelle con la polisportiva Celleno e il Marta. “Altre ne seguiranno – spiega Biagioli -. Un vero e proprio giro per i comuni della Tuscia e non solo. Per sostenere la causa di tutti i braccianti. A fine novembre saremo a Roma per un incontro con una rappresentativa nazionale della Uil. Stiamo inoltre lavorando con un gruppo di studenti camerunesi per fare in modo che anche loro formino una squadra di calcio e giochino anch’essi contro la Asfa-Uila”.

“Invitiamo inoltre tutte le comunità presenti sul territorio – continua Biagioli – a formare squadre di calcio, a rivendicare il proprio tempo libero. Il nostro sindacato è a disposizione per suggerimenti, consigli, supporto”.

“La comunità islamica nella Tuscia – prosegue Kdib – conta ormai 14 mila persone. Lavoratori, famiglie, studenti, bambini. Una nuova generazione. Stiamo cercando adesso un campo dove poterci allenare”.

“La nascita della squadra di calcio della comunità islamica – conclude Kdib – è un risultato importante per tutto il territorio. Un ponte verso il futuro”.

52 mila giornate di lavoro e 6 milioni di retribuzioni in più per i braccianti, un duro colpo al lavoro nero nella Tuscia

52 mila giornate di lavoro e 6 milioni di retribuzioni in più per i braccianti, un duro colpo al lavoro nero nella Tuscia”. Il segretario generale della Uila Viterbo Antonio Biagioli durante la conferenza stampa di questa mattina nella sede del sindacato in via Cardarelli 22 a Viterbo.

“Una conferenza – prosegue Biagioli – per presentare la prossima partita di calcio tra la squadra degli operai agricoli del sindacato, la Asfa -Uila (associazione sportiva football africani) e l’associazione culturale islamica di Viterbo che si terrà domenica 3 novembre alle ore 9,30 al campo sportivo della parrocchia di Santa Maria della Verità in via Oslavia a Viterbo. Una partita contro il caporalato e lo sfruttamento dei braccianti”.

“Tuttavia – prosegue Biagioli – questa settimana sono stati pubblicati questi dati importanti ed era fondamentale comunicarli”.

Le giornate lavorate dai braccianti in provincia di Viterbo sono così passate dalle 965 mila circa del 2022 a oltre un milione, con un aumento di 52mila giornate in un anno. Le retribuzione sono a loro volta salute da circa 68 milioni di euro per tutti i lavoratori agricoli nel 2022 ai 74 milioni dell’anno successivo con una crescita di più di 6 milioni di euro.

“Giornate e retribuzione – sottolinea Biagioli – che presumibilmente venivano fatte e pagate anche nel 2022. Ma venivano fatte e pagate presumibilmente in nero. Grazie invece al lavoro dei sindacati, delle forze dell’ordine e delle istituzioni tutte, queste giornate e retribuzioni sono finalmente emerse alla luce del sole. Una battaglia che continueremo a portare avanti assieme ad altre, come quella dei trasporti e della questione abitativa. Gli autobus pubblici devono arrivare anche nelle zone dove ci sono le aziende agricole, evitando che i lavoratori vadano al lavoro a piedi, in bicicletta, facendosi chilometri e chilometri, o avvalendosi di qualcuno. Così come è fondamentale che possano trovare casa invece di sentirsi respinti per il solo fatto di essere ‘stranieri’”.

Sono 9mila i braccianti agricoli nella Tuscia, di questi circa 1300 si concentrano nel comune di Viterbo. In tutta la provincia le aziende agricole sono più di 11 mila, circa 10 mila con un massimo di cinque addetti e 8 un numero di lavoratori che va dai 100 ai 200.

“Domenica – aggiunge Biagioli – sarà la volta della partita tra Asfa-Uila e comunità islamica di Viterbo. La terza della nostra squadra cui seguiranno altri incontri in tutta la provincia e non solo. Una partita per rivendicare la dignità dei braccianti, il loro diritto alla vita e al tempo libero. Contro il caporalato e contro lo sfruttamento”.

“La partita – conclude infine Biagioli – sarà anche l’occasione per la comunità islamica per raccogliere i fondi per la costruzione di una moschea nella città di Viterbo. Al termine della partita verrà poi offerto un buffet ai presenti con cibi halal”.