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Gli operai agricoli della Uila donano 2 mila euro a Campo delle rose

Gli operai agricoli della Uila donano 2 mila euro a Campo delle rose”. Così questa sera il segretario generale del sindacato dei braccianti della Uil, Antonio Biagioli, nella sede di via Cardarelli 22.

Assieme a Biagioli, anche la presidente di Campo delle rose Maria Bonifazi e il segretario generale della Uil di Viterbo Giancarlo Turchetti.

“Condividere per costruire – ha detto Biagioli -. Il contributo che questa sera doniamo è frutto di una vertenza sindacale, soldi dei lavoratori. La Uil è il sindacato delle persone. Quindi deve uscire dal posto di lavoro, dando un contributo reale alle forze sane della società. Per lanciare un messaggio: in questo momento così difficile per tutti, c’è bisogno di solidarietà. La nostra è una goccia nell’oceano, ma se qualcuno ci imita allora diventa un oceano”.

Campo delle rose – ha proseguito Biagioli – è una realtà importante che punta a dare la possibilità alle famiglie di avere vicino i propri figli. Noi siamo espressione dei lavoratori, quindi di un pezzo fondamentale della società. E se non c’è chi lavora la campagna non c’è pane”.

“Ringrazio tutti i lavoratori per il contributo che va alla realizzazione del nostro progetto che vogliamo terminare, per quanto riguarda i lavori di costruzione, entro il 2024. L’associazione – ha spiegato Bonifazi – nasce nel 2017 da un gruppo di famiglie che ha creduto a un progetto iniziato dalla famiglia di Riccardo Di Biagio per la creazione di un centro capace di accogliere persone con grave disabilità  psichica. Un centro molto importante per tante famiglie del territorio. Perchè consentirebbe di portare a casa alcuni dei nostri ragazzi che da anni vivono in istituti fuori regione. Infatti nel Lazio non ci sono strutture capaci di affrontare il loro problema”.

“In questi anni – ha poi aggiunto Bonifazi – abbiamo realizzato anche un piccolo progetto di agricoltura sociale, piantando un roseto con circa 500 rose di diverse varietà. Questo giardino per noi rappresenta una piccola oasi di pace”.

“La solidarietà è fondamentale – ha concluso Turchetti -. Abbiamo fatto anche una giornata di donazione del sangue con l’Avis che replicheremo il 26 marzo. L’iniziativa della Uila rientra perfettamente nello spirito del sindacato. Stare vicino alle persone”.

Gli operai agricoli della Tuscia donano 2 mila euro all’associazione culturale islamica

Gli operai agricoli della Tuscia donano 2 mila euro all’associazione culturale islamica per la costruzione di una moschea a Viterbo

Gli operai agricoli della Tuscia donano 2 mila euro all’associazione culturale islamica per la costruzione di una moschea a Viterbo”. L’iniziativa è della Uila del segretario generale Antonio Biagioli.

Oggi, subito dopo la preghiera del venerdì, la consegna dell’assegno nelle mani del presidente dell’associazione islamica Mohammed Kdib, direttamente nella sala di preghiera di via Garbini.

Sull’assegno, accanto alla cifra donata, anche la scritta: “Dignità, libertà, diritti”. Circa duecento le persone presenti, tra loro tutto il gruppo dirigente del sindacato.

Questa donazione è frutto di contributi sindacali volontari di operai agricoli assistiti nell’ambito di una vertenza di lavoro collettiva – ha detto Biagioli -. Ed è giusto che questi soldi tornino ai lavoratori. Abbiamo poi deciso di fare la donazione all’associazione culturale islamica perchè la maggioranza dei braccianti coinvolti nella vertenza sono musulmani”.

“Auspichiamo che questo nostro gesto sia da esempio – ha proseguito Antonio Biagioli -, soprattutto in un momento duro come questo, con conflitti in tutto il mondo. Dall’Ucraina alla Palestina. Perché i problemi non si risolvono con la violenza, ma con il rispetto reciproco, il dialogo e la solidarietà”.

“Un momento importante per i nostri fratelli e sorelle e per tutti gli operai agricoli della Tuscia – ha sottolineato Kdib -. Quello di oggi è un passaggio fondamentale che rafforza il rapporto tra la comunità islamica e il mondo sindacale”.

“Sono tanti i braccianti agricoli che fanno parte della comunità islamica – aggiunge Kdib -. Il mondo del lavoro operaio è parte integrante della nostra vita quotidiana e la collaborazione con chi difende i diritti dei lavoratori è decisiva. Per il futuro della comunità e dei nostri figli”.