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“Il blitz degli animalisti alla Ilco danneggia i lavoratori”

“Il blitz degli animalisti alla Ilco danneggia i lavoratori”. A dichiararlo è il segretario generale della Uila di Viterbo, il sindacato dei braccianti e degli operai agroalimentari, Antonio Biagioli. 

“Non mi esprimo sui contenuti dell’iniziativa – precisa Biagioli -, ma sul metodo. Un’azione, quella degli animalisti, che non solo va ad intervenire su una fase produttiva molto delicata, ma per i lavoratori, bene che vada, quanto accaduto potrebbe costargli il 20% della giornata. Perché il fermo di ieri potrebbe significare per gli operai la cassa integrazione.

Dopodichè, laddove l’azione degli animalisti potrebbe andare ad incidere anche sulle commesse della Ilco. E a pagarne le conseguenze, anche in tal caso, oltre all’azienda, potrebbero essere sempre i lavoratori”. “Indipendentemente dai contenuti della protesta – conclude infine Biagioli -, è scorretto imporre con la forza una convinzione. E imporla senza tener conto delle conseguenze, che poi gli operai potrebbero essere costretti a subire, è decisamente ancora più grave”.

“Il 16 maggio sciopero generale dei braccianti agricoli, il primo nella storia della Tuscia”

“Il 16 maggio sciopero generale dei braccianti agricoli, il primo nella storia della Tuscia”. A dichiararlo sono i segretari generali di Fai Cisl e Uila, rispettivamente Andrea Piferi e Antonio Biagioli, e il segretario organizzativo della Flai Cgil Massimiliano Venanzi che oggi pomeriggio hanno convocato una conferenza stampa nella sede della Uil in via Cardarelli a Viterbo.

“La questione – proseguono Venanzi, Piferi e Biagioli – è il premio di produttività stabilito nel nuovo contratto provinciale degli operai agricoli sottoscritto da tutte le organizzazioni datoriali – Cia, Coldiretti e Confagricoltura – e sindacali, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila. Quando si è poi trattato di stabilire le modalità per l’erogazione del premio agli operai, premio di produttività che i braccianti attendono da anni, Confagricoltura si è tirata indietro, rompendo il tavolo delle trattative.

E questo, nonostante Confagricoltura abbia sottoscritto il contratto provinciale, compresa appunto la parte riguardante il premio. Una situazione inaccettabile cui abbiamo deciso di rispondere con lo sciopero generale e la mobilitazione di tutti i lavoratori, con la speranza che Confagricoltura torni sui suoi passi”.

Sono 9 mila i braccianti in tutta la Tuscia, di questi 1300 solo sul territorio del comune di Viterbo. Il tutto a fronte di oltre 11 mila aziende agricole in tutta la provincia.

“Uno sciopero generale – aggiungono Venanzi, Piferi e Biagioli – che sarà caratterizzato da tutta una serie di azioni, a partire dalle assemblee aziendali e territoriali, passando poi per una grande manifestazione dei braccianti a Viterbo il prossimo 3 maggio. Fino allo sciopero generale del 16 maggio, accompagnato anch’esso da un corteo di lavoratori che attraverserà la città di Viterbo”.