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UNIVERSITA’ DEI BRACCIANTI, ALLA UILA VITERBO SI PARLA DI IDENTITÀ PLURALI E NUOVI DIRITTI

Università dei braccianti, oggi, martedì 9 dicembre si parla di Identità plurali e nuovi diritti. Con Mirko Giuggiolini, vicepresidente di TusciaPride.

Appuntamento alla Uila Viterbo, il sindacato degli operai agricoli, alle ore 18, in via Cardarelli 22, terzo piano, sala Antonio Garau.

L’Università dei braccianti è un progetto della Uila Lega intercomunale di Viterbo e dell’associazione culturale Luigi Petroselli.

DIRITTO DI VOTO ALLE COMUNALI PER CHI HA IL PERMESSO DI SOGGIORNO E ALLA CITTADINANZA PER TUTTI I BAMBINI NATI IN ITALIA

“Diritto di voto alle elezioni comunali per tutti coloro che hanno il permesso di soggiorno di lungo periodo e diritto di cittadinanza per tutte le bambine e tutti i bambini figlie e figli di immigrati nati in Italia”. A chiederlo è la Uila lega intercomunale di Viterbo.

Aoua Ouologuem

“Se siamo un paese civile ed europeo – dice Aoua Ouologuem, segretaria della Uila Viterbo responsabile del settore immigrazione – questa è l’unica e sola strada per favorire inclusione e integrazione. Non solo, ma è anche, e di certo non da ultimo, un atto di giustizia verso famiglie e persone che in Italia e nella Tuscia producono ricchezza e futuro”.

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale – sottolinea Ouologuem citando l’articolo 3 della costituzione italiana – ed è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”.

“Ecco – prosegue Ouologuem – non avere il diritto di voto e la cittadinanza è un ostacolo al pieno sviluppo e alla partecipazione di persone e lavoratori che danno un contributo fondamentale all’economia del territorio e del paese. Persone che portano avanti interi settori, popolano quartieri che altrimenti sarebbero disabitati e fanno funzionare scuole che altrimenti sarebbero chiuse. E potremmo fare tantissimi altri esempi. È ora di dire basta”.